Indice dell’articolo
- Introduzione
- Portata scaffalature industriali: cosa significa davvero
- Da cosa dipende la portata di una scaffalatura?
- Come verificare la portata delle scaffalature industriali
- Portata per ripiano, livello e campata: quali sono le differenze?
- Come leggere correttamente il cartello di portata
- Cosa succede se cambia la configurazione della scaffalatura?
- Perché rispettare la portata è fondamentale per la sicurezza
- Progettare scaffalature adeguate ai carichi del magazzino
Introduzione
Quando si organizza un magazzino, conoscere il peso della merce non basta. È necessario sapere anche quanto possono sostenere le strutture sulle quali quella merce viene depositata. La portata delle scaffalature industriali è infatti uno degli aspetti fondamentali da considerare per utilizzare correttamente un sistema di stoccaggio e lavorare in condizioni di sicurezza.
Il valore indicato sulla scaffalatura non deve essere interpretato come una semplice indicazione orientativa. Ogni struttura viene progettata per lavorare entro determinate condizioni di carico e secondo una precisa configurazione. Capire cosa significano questi valori e saper leggere il cartello di portata permette quindi di evitare errori nella disposizione delle merci e sovraccarichi potenzialmente pericolosi.
Portata scaffalature industriali: cosa significa davvero
La portata indica il carico massimo che una determinata parte della scaffalatura può sostenere nelle condizioni previste dal progetto.
Il primo errore da evitare è considerare la portata come un unico valore valido indistintamente per tutta la struttura. A seconda del tipo di scaffalatura, infatti, possono essere indicati limiti differenti per il singolo ripiano, il livello di carico, il pallet oppure l’intera campata.
Per questo motivo due scaffalature apparentemente simili possono avere capacità di carico molto diverse. Dimensioni, componenti utilizzati, altezza dei livelli e configurazione complessiva incidono sul comportamento della struttura.
Da cosa dipende la portata di una scaffalatura?
La capacità di carico non dipende esclusivamente dallo spessore del metallo o dalla robustezza percepita della struttura.
Tra gli elementi che devono essere considerati rientrano la tipologia di scaffalatura, le caratteristiche di montanti e correnti, la lunghezza delle travi, la distanza verticale tra i livelli, il numero di livelli di carico e la distribuzione dei pesi.
È importante anche come viene posizionata la merce. Un carico distribuito uniformemente non produce necessariamente gli stessi effetti di un peso concentrato in un unico punto.
Nel caso delle scaffalature portapallet bisogna inoltre considerare peso, numero e disposizione delle unità di carico previste su ciascun livello.
Come verificare la portata delle scaffalature industriali
Non esiste una semplice formula universale con la quale determinare autonomamente la portata strutturale di una scaffalatura. Quel valore deriva dalla progettazione del sistema e dalle caratteristiche dei suoi componenti.
Ciò che l’operatore può verificare durante l’utilizzo quotidiano è invece molto semplice: il carico effettivamente depositato deve sempre rimanere entro i limiti riportati sul cartello di portata.
Facciamo un esempio. Se un livello è predisposto per ospitare tre pallet e il limite previsto per quel livello è di 3.000 kg, tre unità da 800 kg generano complessivamente un carico di 2.400 kg. Il limite non viene quindi superato, fermo restando il rispetto delle eventuali indicazioni relative al peso massimo della singola unità di carico e alla sua disposizione.
Non sarebbe invece corretto dedurre che, eliminando un pallet, sia automaticamente possibile concentrare tutti i 3.000 kg su una sola posizione. Le condizioni di carico previste dal progetto devono essere sempre rispettate.
Portata per ripiano, livello e campata: quali sono le differenze?
Quando si parla di portata delle scaffalature industriali, è fondamentale capire a quale parte della struttura si riferisce il valore.
La portata del ripiano indica il peso massimo ammesso sulla singola superficie di appoggio.
La portata del livello riguarda invece il carico complessivamente sostenibile da uno specifico livello della scaffalatura. Nei sistemi portapallet, per esempio, può corrispondere alla somma delle unità di carico posizionate sulle travi dello stesso livello.
La portata della campata si riferisce infine al carico complessivo ammesso all’interno della sezione compresa tra due montanti consecutivi, secondo la configurazione prevista.
Sono valori diversi e non devono essere confusi tra loro: rispettare il limite di un singolo livello non significa necessariamente rispettare automaticamente anche tutte le altre condizioni previste per la struttura.
Come leggere correttamente il cartello di portata
Il cartello di portata della scaffalatura serve a rendere immediatamente disponibili agli operatori le informazioni necessarie per un utilizzo corretto del sistema di stoccaggio.
A seconda della configurazione, può riportare informazioni come:
- peso massimo dell’unità di carico;
- portata massima di ogni livello;
- disposizione e numero delle unità di carico;
- altezza o distanza tra i diversi livelli;
- schema della configurazione alla quale fanno riferimento i valori indicati;
- eventuali avvertenze per il corretto utilizzo della struttura.
Il cartello deve essere leggibile e riferirsi alla configurazione realmente presente nel magazzino. Non è quindi sufficiente sapere genericamente quanto “porta” un determinato modello di scaffalatura: bisogna fare riferimento ai valori previsti per quella specifica installazione.
Cosa succede se cambia la configurazione della scaffalatura?
Spostare un livello di carico può sembrare un intervento di poco conto, ma può modificare il comportamento della struttura.
Aumentare la distanza tra i livelli, aggiungere nuovi piani, sostituire componenti o cambiare in maniera significativa peso e disposizione della merce significa intervenire sulle condizioni considerate durante la progettazione.
Per questo le scaffalature non dovrebbero essere riconfigurate arbitrariamente basandosi soltanto sullo spazio disponibile. Quando cambia l’assetto del sistema è opportuno verificare che la nuova configurazione sia compatibile con le caratteristiche della struttura e aggiornare, quando necessario, anche le relative indicazioni di portata.
Perché rispettare la portata è fondamentale per la sicurezza
Superare i limiti non significa necessariamente provocare un cedimento immediato. Il problema è proprio questo: una struttura sovraccaricata può continuare apparentemente a funzionare mentre viene sottoposta a condizioni diverse da quelle per cui è stata prevista.
La corretta gestione dei carichi deve quindi andare di pari passo con controlli periodici delle scaffalature, attenzione a urti e deformazioni e sostituzione degli elementi danneggiati.
Anche il personale che movimenta le merci deve poter conoscere facilmente i limiti da rispettare. Un cartello presente ma illeggibile, non aggiornato o non coerente con la configurazione reale perde gran parte della propria funzione.
Progettare scaffalature adeguate ai carichi del magazzino
Devi realizzare un nuovo magazzino o verificare se le scaffalature attuali sono ancora adeguate alle tue esigenze?


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